Il processo penale: interpretazione, prassi e Carta Costituzionale

Il processo penale: interpretazione, prassi e Carta Costituzionale

Una delle costanti del nostro Paese è la richiesta continua, in tutti i settori, di riforme; soprattutto, all’indomani delle elezioni e con l’approssimarsi di un nuovo governo. Il diritto penale ed il processo penale non sfuggono a questa linea di tendenza. Tuttavia, l’esperienza ci insegna che qualsiasi riforma, come uno strumento di lavoro, può essere usato bene o male. Anche una buona legge può essere interpretata male e viceversa. Il punto dolente è l’interpretazione e le prassi che si creano nel tempo che molto spesso finisco per tradire il fine e lo spirito stesso della legge o della singola norma. Ancora oggi, persiste una forte resistenza ad una sistematica interpretazione in chiave costituzionale. Una Carta che contiene principi di straordinario valore, pienamente attuale, e che pure resta un corpo di norme astratto e lontano dalla pratica giuridica quotidiana. Ormai sono trascorsi 70 anni dalla Carta Costituzionale eppure sembra ancora relegata in quel valore programmatico che le era stato attribuito negli anni ’70. Molto spesso il problema non sta nelle norme ma nel modo in cui il giurista le maneggia. Quando si esce dal recinto delle norme costituzionali, lo stato di diritto vacilla nelle premesse e tutti finiscono con l’essere esposti all’ingiustizia più profonda, quella che calpesta il rispetto e la dignità della Vita umana in tutte le sue implicazioni.

Avv. Gianfranco Annino

Roma – Milano – Cagliari – Aprilia/Latina

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