Cos’è il diritto

Impresa ardua rispondere ad una simile domanda. In tale sede, la risposta sarà semplificata all’essenza.
Nel momento in cui si forma una società, il suo scopo non può che essere il raggiungimento del massimo bene di ciascun membro. Per questo sarà necessario predisporre un insieme di regole atte a preservare la società nel suo viver comune e quindi a tutelare il singolo individuo, anche l’ultimo, il più debole.
Lo “sconfinare” di taluno, rispetto alle regole precostituite, costituisce una violazione dell’ordine che deve essere ripristinato da chi governa. Ed allora sorge la domanda: è giusto essere giudicati? Istintivamente si sarebbe portati a rispondere di no e, tuttavia, il giudizio è l’unica maniera per essere uomini, è la prima maniera per riconoscere davanti a se stessi che si è persone pensanti, che si è persone che agiscono; la dignità di un uomo passa attraverso l’essere conscio di questo, di essere oggetto continuo di giudizio; uomini che hanno il dovere di pensare che si è uomini nella misura in cui si è capaci di essere giudicati e di accettare il giudizio. Questo è un problema morale; il conseguente, un problema oggettivo: giudicati da chi e come.