Monthly archive - novembre 2013

Storico accordo Iran – Usa

Storico accordo tra Iran e Stati Uniti. Una prima intesa che distende i rapporti tra i due Paesi e che dovrebbe portare a breve alla fine dell’embargo verso l’Iran, causa di molta sofferenza per il popolo iraniano. L’accordo consentirà all’Iran di esprimere il proprio grande potenziale economico e culturale. L’Iran dovrà aprire le proprie porte all’Occidente, abbandonando il forte senso di antiamericanismo; l’Occidente dovrà aprirsi all’Iran senza pregiudizi e con lealtà; anche Israele dovrà tendere la propria mano e diventare protagonista dell’accordo in chiave di stabilità dei rapporti. Peraltro, lo storico accordo può avere positive ricadute su tutta l’area del Golfo, anche in considerazione della posizione strategica dell’Iran, incastonato tra l’Iraq – dalle sorti ancora controverse e contrastate – l’Afganistan ed il Pakistan. Una nuova storia ancora tutta da scrivere a partire da oggi.

Imprenditori italiani alla Fiera Internazionale dei Gioielli Dubai (UAE)

Dubai si prepara ad ospitare la 18ᵃ Fiera Internazionale dei Gioielli che si terrà dal 4 al 7 dicembre 2013 al Dubai World Trade Centre. Questa settimana riunirà orafi artigiani, grossisti, rivenditori e professionisti del settore gioielli che cercano di stabilire relazioni all’interno degli Emirati Arabi Uniti e nell’area del Golfo, trovandosi faccia a faccia con gli acquirenti di queste regioni con alto potere d’acquisto. Tra gli espositori provenienti da 85 paesi, l’Italia sarà rappresentata con orgoglio da oltre 40 espositori. L’oro è stato in cima alla lista delle importazioni di Dubai per il 2012, seguito da diamanti e metalli preziosi. Da considerare il contesto economico dei paesi del Golfo, il cui PIL complessivo sta oltrepassando l’alto record di US $ (1.46 trilioni) e una crescita reale del 4,6% e con il PIL degli Emirati Arabi Uniti a 358 miliardi US dollari nel 2012 (Fonte: Dubai Economic Department). Quadro economico favorevole nel quale la regione offre grandi opportunità per sviluppare accordi commerciali di successo.

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La grande giostra del dolore. Diritto e processo penale.

La giustizia nel nostro Paese è ormai in coma profondo. Il diritto penale, che nella sua ragione di esistenza doveva essere l’estremo intervento sanzionatorio, è stato talmente “stirato” da tutte le parti, come fosse la soluzione di tutti i mali del mondo, da essere sminuito nella sua efficacia deterrente. Il proliferare a dismisura delle fattispecie penali ha finito per generare una valanga di processi la cui gestione richiede oggi tempi biblici che spesso conduco alla prescrizione. In generale, con una perdita di efficienza da parte dei pubblici ministeri (PM) che faticano a sostenere un carico sproporzionato alle possibilità dell’ufficio. L’onere di provare la colpevolezza spetta al PM; ma nella prassi è oggi un onere attenuato ricevendo sempre un contributo di favore da parte del giudice; per non parlare dei processi per violenza sessuale (soprattutto se sono coinvolti minori) dove si assiste ad una sostanziale inversione dell’onere della prova e l’imputato deve provare “al di là di ogni ragionevole dubbio” la propria innocenza. Da un lato, i problemi del diritto penale; dall’altro, quelli della procedura penale. L’apostolo Paolo recita che “la lettera uccide, ma lo spirito vivifica” (Seconda Epistola di Paolo ai Corinti, cap. 3, verso 6). Forse sarebbe ora di prendere atto che la funzione filtro del Giudice dell’Udienza Preliminare è morta essendo passata l’idea che una volta portata all’attenzione del GUP una ipotesi di reato, inevitabilmente sussiste del materiale meritevole di approfondimento in sede dibattimentale. Con un decreto di rinvio a giudizio che ha un favore deflattivo per il GUP che non è chiamato a motivare, rispetto ad una sentenza di non luogo a procedere che richiede tempi di stesura e verifica delle carte. In tema di parità tra accusa e difesa, l’uso smodato del 507 c.p.p. richiamato dal giudice per supplire le carenze del PM o provvedere in caso di tardivo o mancato deposito della lista testi. Con un utilizzo del 507 che si atteggia in modo opposto a seconda che ad invocarlo sia il PM o la difesa. Ancora, il problema delle indagini difensive, che nonostante qualche sostegno della Cassazione, circa la “pari dignità” degli elementi raccolti dall’accusa e dalla difesa, nella pratica dibattimentale continuano ad essere guardate con sufficienza e sospetto. Sino ad arrivare alla disinvoltura con la quale sempre più spesso, i testi della difesi vengono messi “fuori campo” con l’invio degli atti delle trascrizioni alla Procura per la valutazione, ritenendo le dichiarazioni rese in contrasto con quanto affermato dai testi del PM, quasi assistiti da una pubblica fede. Al di là della lettera e per recuperare lo spirito, il diritto penale dovrebbe conoscere una nuova contenuta formulazione, con l’espulsione di almeno il 50-60% delle attuali fattispecie penali che dovrebbero trovare tutela mediante altri strumenti ed altri rami del diritto. Nel processo penale andrebbe recuperato lo spirito che in questi anni è andato perso. La formulazione delle norme è un problema ma forse non il principale, assistendo continuamente allo stravolgimento di quanto scritto nelle norme, con il radicarsi di prassi che uccidono lo spirito della norma stessa; consentendo nella vita giudiziaria quotidiana talvolta di applicare la norma ed in altre situazioni, di interpretarla. La differenza può essere la condanna del poveraccio e l’assoluzione del potente di turno. La differenza può essere un’attesa di giudizio in custodia cautelare in carcere ed un’attesa a piede libero, in libertà. La differenza tra la lettera che uccide e lo spirito che vivifica.