Monthly archive - agosto 2014

Operare in Italia

Fare affari e muoversi nella jungla italiana è obiettivamente difficile. E’ difficile per gli operatori italiani, figuriamoci per un operatore straniero. Vediamo quali sono le criticità del sistema Italia. Qualunque sia il business che si vuole sviluppare in Italia è imprescindibile un team di professionisti italiani, a cominciare da un qualificato studio legale. La prima criticità italiana è l’eccessivo numero di leggi, a volte, in parte in contrasto tra loro, come una matassa aggrovigliata. Bisognerà, quindi, capire innanzitutto, quali leggi si applicheranno alle nostre necessità; senza dimenticare la legislazione europea che anche molti professionisti e giudici italiani conoscono poco.
La seconda criticità è la burocrazia italiana, con la sua lentezza e con la capacità di complicare anche le cose semplici. La terza criticità è la giustizia italiana con gravi inefficienze e tempi lunghi, incapace di dare risposte di giustizia nel breve periodo; si pensi, alle difficoltà per le aziende di recuperare i propri crediti rispetto a debitori in mala fede che speculano su questa realtà. Criticità che impone la necessità di muoversi con estrema prudenza cercando in ogni modo possibile di prevenire qualsiasi controversia che richieda un ricorso ai tribunali (odierno esempio, il caso Ethiad nel tentativo di partnership con Alitalia). Quarta criticità è la criminalità cioè la possibile aggressione al patrimonio sociale che può venire sia dalla criminalità comune o organizzata, soprattutto in alcune regioni dell’Italia, sia da uomini della pubblica amministrazione corrotti che avanzino illecite richieste di denaro o altri benefici.
Certamente, l’Italia è un Paese unico e straordinario sotto tantissimi punti di vista: tuttavia, da “gustare” con le dovute cautele. Uno Studio Legale italiano – con esperienza e conoscenza del sistema Italia – rappresenta il giusto strumento per “essere accompagnati” con una assistenza qualificata verso il successo del proprio progetto economico, evitando insidie con notevoli perdite di denaro e tempo.

Lo Studio Legale Annino chiude per la pausa estiva dall’11 agosto. Riprenderemo lunedì 25 agosto. Buon riposo e buone vacanze a tutti. “Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di Lui” (Epistola di Paolo ai Colossesi, cap. 3, verso17).

 

Conflittualità, ingiustizia e diritti umani. Riflessioni estive maturate tra i corridoi delle aule.

Nel Vecchio Testamento, nel Libro dei Giudici leggiamo: “In quel tempo non v’era alcun re in Israele; ciascuno faceva ciò che gli pareva meglio” (cap. 21, verso 25). Il testo biblico descrive la condizione del popolo che non praticava la giustizia ma agiva in base al tornaconto personale, egoistico. Niente di nuovo sotto il sole, nulla è cambiato. Non si vuole essere giudicati o corretti da nessuno, non si riconosce una verità assoluta che abbia autorità sulla coscienza e diriga la condotta. Si pretende di essere liberi da tutto, persino dai valori morali più nitidi. L’Italia sta vivendo certamente un momento drammatico sotto tanti punti di vista, con livelli di conflittualità interna molto alta. Per quello che può essere la riflessione di questo momento, ci interessa il settore giustizia e la sua attuale estrema debolezza; con punte che evidenziano anche problemi di tenuta dei diritti umani e con l’incapacità sistematica di gestire queste dinamiche; l’incapacità di dare risposte di giustizia. Si pensi alla gestione della immigrazione, alla condizione dei detenuti, ai costi ed alle lungaggini dei processi, alle inefficienze ed ingiustizie quotidiane del processo penale, all’esercizio del potere, anche giudiziario (meglio, ordine), con forti dosi di arbitrio fuori da ogni legalità (si vedano i casi del G8 di Genova e Shalabayeva, dove di recente la Cassazione ha statuito la illegittimità dell’espulsione e la irritualità delle modalità operative). Con un processo penale che più volte ho definito più pericoloso per il cittadino onesto che per il delinquente incallito o dal colletto bianco. E ancora fonte di disparità di trattamento tra chi ha abbondanti risorse economiche per assoldare il principe del foro e chi invece deve accontentarsi del difensore d’ufficio o del gratuito patrocinio. Un processo penale che ancora gira come la grande giostra del dolore e che nell’esecuzione della pena non è in grado di rieducare nessuno, anzi… Questi sono i temi sui quali bisognerebbe confrontarsi e, soprattutto, sui quali operare in concreto. Temi non da poco e che spesso fanno la differenza tra la vita e la morte, tra la vita dignitosa e la sofferenza, tra la giustizia e l’ingiustizia delle vittime o dei loro familiari.