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annino

Operare in Italia

Fare affari e muoversi nella jungla italiana è obiettivamente difficile. E’ difficile per gli operatori italiani, figuriamoci per un operatore straniero. Vediamo quali sono le criticità del sistema Italia. Qualunque sia il business che si vuole sviluppare in Italia è imprescindibile un team di professionisti italiani, a cominciare da un qualificato studio legale. La prima criticità italiana è l’eccessivo numero di leggi, a volte, in parte in contrasto tra loro, come una matassa aggrovigliata. Bisognerà, quindi, capire innanzitutto, quali leggi si applicheranno alle nostre necessità; senza dimenticare la legislazione europea che anche molti professionisti e giudici italiani conoscono poco.
La seconda criticità è la burocrazia italiana, con la sua lentezza e con la capacità di complicare anche le cose semplici. La terza criticità è la giustizia italiana con gravi inefficienze e tempi lunghi, incapace di dare risposte di giustizia nel breve periodo; si pensi, alle difficoltà per le aziende di recuperare i propri crediti rispetto a debitori in mala fede che speculano su questa realtà. Criticità che impone la necessità di muoversi con estrema prudenza cercando in ogni modo possibile di prevenire qualsiasi controversia che richieda un ricorso ai tribunali (odierno esempio, il caso Ethiad nel tentativo di partnership con Alitalia). Quarta criticità è la criminalità cioè la possibile aggressione al patrimonio sociale che può venire sia dalla criminalità comune o organizzata, soprattutto in alcune regioni dell’Italia, sia da uomini della pubblica amministrazione corrotti che avanzino illecite richieste di denaro o altri benefici.
Certamente, l’Italia è un Paese unico e straordinario sotto tantissimi punti di vista: tuttavia, da “gustare” con le dovute cautele. Uno Studio Legale italiano – con esperienza e conoscenza del sistema Italia – rappresenta il giusto strumento per “essere accompagnati” con una assistenza qualificata verso il successo del proprio progetto economico, evitando insidie con notevoli perdite di denaro e tempo.

Lo Studio Legale Annino chiude per la pausa estiva dall’11 agosto. Riprenderemo lunedì 25 agosto. Buon riposo e buone vacanze a tutti. “Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di Lui” (Epistola di Paolo ai Colossesi, cap. 3, verso17).

 

Conflittualità, ingiustizia e diritti umani. Riflessioni estive maturate tra i corridoi delle aule.

Nel Vecchio Testamento, nel Libro dei Giudici leggiamo: “In quel tempo non v’era alcun re in Israele; ciascuno faceva ciò che gli pareva meglio” (cap. 21, verso 25). Il testo biblico descrive la condizione del popolo che non praticava la giustizia ma agiva in base al tornaconto personale, egoistico. Niente di nuovo sotto il sole, nulla è cambiato. Non si vuole essere giudicati o corretti da nessuno, non si riconosce una verità assoluta che abbia autorità sulla coscienza e diriga la condotta. Si pretende di essere liberi da tutto, persino dai valori morali più nitidi. L’Italia sta vivendo certamente un momento drammatico sotto tanti punti di vista, con livelli di conflittualità interna molto alta. Per quello che può essere la riflessione di questo momento, ci interessa il settore giustizia e la sua attuale estrema debolezza; con punte che evidenziano anche problemi di tenuta dei diritti umani e con l’incapacità sistematica di gestire queste dinamiche; l’incapacità di dare risposte di giustizia. Si pensi alla gestione della immigrazione, alla condizione dei detenuti, ai costi ed alle lungaggini dei processi, alle inefficienze ed ingiustizie quotidiane del processo penale, all’esercizio del potere, anche giudiziario (meglio, ordine), con forti dosi di arbitrio fuori da ogni legalità (si vedano i casi del G8 di Genova e Shalabayeva, dove di recente la Cassazione ha statuito la illegittimità dell’espulsione e la irritualità delle modalità operative). Con un processo penale che più volte ho definito più pericoloso per il cittadino onesto che per il delinquente incallito o dal colletto bianco. E ancora fonte di disparità di trattamento tra chi ha abbondanti risorse economiche per assoldare il principe del foro e chi invece deve accontentarsi del difensore d’ufficio o del gratuito patrocinio. Un processo penale che ancora gira come la grande giostra del dolore e che nell’esecuzione della pena non è in grado di rieducare nessuno, anzi… Questi sono i temi sui quali bisognerebbe confrontarsi e, soprattutto, sui quali operare in concreto. Temi non da poco e che spesso fanno la differenza tra la vita e la morte, tra la vita dignitosa e la sofferenza, tra la giustizia e l’ingiustizia delle vittime o dei loro familiari.

La vita quotidiana in Palestina

La questione Palestinese riprone oggi con forza la sofferenza di un popolo. Per la forza e la potenza che Israele riveste sul panorama internazionale, tutti gli Stati hanno da sempre mantenuto un profilo basso, pur sussistendo un grave problema di violazione di diritti umani. E’ il conflitto che ancora oggi sussiste tra la teoria dei diritti umani e l’applicazione pratica (a volte carente, altre, assente) delle leggi internazionali; conflitto tra teoria e pratica dei diritti che opera la differenza tra l’affermazione e la negazione della dignità e della vita umana. E’ con piacere che riceviamo e pubblichiamo il testo di una lettera scritta da chi vive, ancora in queste ore, il dramma della Palestina. (Nostra traduzione dall’inglese).

Un mio amico mi ha chiesto di descrivere la mia vita come palestinese che vive nel territorio occupato. Il solo pensiero mi fa venire le lacrime agli occhi. Occupato dal giugno 1967 da Israele, io sono nata sotto l’occupazione e sto ancora vivendo sotto l’occupazione. E’ così difficile credere che nel 21° secolo, l’occupazione esista ancora.
Che cosa significa occupazione? In poche parole, siamo costretti a vivere sotto la legge militare. Le nostre terre, fattorie, alberi di ulivi, ecc, vengono confiscati a volontà dai militari israeliani con il pretesto della “sicurezza dello Stato”. Tutto può diventare contro la legge in un batter d’occhio! Cose di base, come perforazioni per fare pozzi di acqua. La fornitura d’acqua è limitata e non possiamo neanche perforare per l’acqua.
Siamo molestati dai colonizzatori ogni giorno. I colonizzatore israeliani sono venuti per occupare la nostra terra. Loro non ci permettono di raccogliere ciò che abbiamo coltivato nei campi. I nostri alberi di ulivi secolari vengono bruciati o sradicati per mandarci via dalla nostra terra e dal nostro luogo di nascita. Le nostre case vengono date alle fiamme e gli autori dei reati non vengono mai fermati dal governo israeliano; loro dicono sempre che non riescono a trovare i colpevoli. Solo pochi mesi fa, i colonizzatore sono venuti nella nostra città e hanno bruciato 12 auto, tra cui la mia.
Gli uomini e le donne palestinesi vengono imprigionate a tempo indefinito, senza mai avere un processo sotto “le regole di detenzione “, che può essere prolungata più e più volte per anni. Sarà difficile trovare un uomo di età inferiore ai 50 anni che non sia mai stato imprigionato per qualche motivo.
Viaggiamo lunghe distanze per raggiungere il villaggio o le città confinanti perché non viene permesso di attraversare o guidare sulle strade destinati soltanto per “uso degli israeliani”. La discriminazione fa parte della nostra vita quotidiana; come l’umiliazione ai punti di controllo: aspettiamo per ore sotto il sole bollente, mentre i soldati gustano una bevanda rinfrescante e tutto per nessun motivo. Se abbiamo bisogno di viaggiare al di fuori della Palestina per cure mediche, o anche all’interno della Palestina, i permessi vengono negati a noi per “motivi di sicurezza”. Che perfetta copertura! I cittadini ricevono borse di studio per studiare all’estero ma vengono negati i permessi di viaggiare o viene detto che se andiamo, non possiamo tornare. Questo è solo un frammento di ciò che è la realtà in Palestina. Posso raccontare senza sosta, ma chiunque può verificare da solo le condizioni di miseria ed umiliazione in cui vivono costretti i palestinesi.

CASH&CARRY – “Paga e porta via”

L’attuale contesto di grave crisi economica dell’Italia e le esperienze negative degli operatori economici hanno negli ultimi anni modificato il mondo delle relazioni commerciali. Il commercio, richiede da sempre, affidabilità, certezze e tempi brevi. L’Italia non offre nulla di tutto questo. Il contesto fortemente negativo è rappresentato da: gravi inefficienze del sistema e della burocrazia; incapacità del sistema giustizia (civile e penale) di dare risposte nel breve-medio periodo; forti asimmetrie informative e carenza di leale concorrenza; radicata e diffusa corruzione in tutti i settori della pubblica amministrazione; stretta/chiusura del sistema bancario nel fornire credito alle aziende/famiglie; criminalità semplice ed organizzata. In questo quadro, tutti gli operatori – dalle piccole imprese familiari, ai professionisti, alle grandi aziende – più o meno in condizione di sofferenza economica – sono pervasi dalla reciproca sfiducia. Lo Stato per primo è un cattivo pagatore e poi i privati. Contesto nel quale si è diffusa la filosofia del cash&carry, nel senso che molte imprese e professionisti (riteniamo ormai la stragrande maggioranza) erogano beni e servizi soltanto previo pagamento. Con la conseguenza, dell’impossibilità di molte aziende di rifornirsi di materie prime e con il conseguente fermo della produzione e cessazione dell’attività. Basti vedere le aziende che ogni giorno chiudono o falliscono e quelle comunque inattive. E tanto, con un notevole costo in termini di posti di lavoro, perdita di conoscenze e perdita di potere d’acquisto. Dal punto di vista dell’analisi economica, quali saranno gli scenari di queste dinamiche nel breve e medio periodo? Porteranno alla creazione di un tessuto economico più forte? mantenendo in vita i soggetti più capaci? o porteranno al collasso del sistema? Ed in ogni caso, quali saranno i costi sociali?

L’Atlante della Complessità Economica

Ricercatori delle università americane di Harvard e del MIT ( Hidalgo & Hausmann ) hanno concluso uno studio sulla complessità economica nel 2009, sviluppando “ L’Atlante della complessità economica “. Lo studio analizza il commercio estero di 128 paesi e imposta una classifica di crescita economica che si basa sul cosiddetto Economic Complexity Index (ECI – Indici per la Complessità Economica ). La base per l’analisi è la quantità e la complessità delle merci esportate e la frequenza delle esportazioni. L’economia è un sistema adattivo e complesso e quindi, secondo la ricerca, non esaustivamente rappresentata dalla semplicistica valutazione del Prodotto Interno Lordo (PIL). Hidalgo e Hausmann propongono il concetto di ECI, non solo come misura descrittiva di un’economia, ma anche come strumento di previsione per orientare le scelte verso la crescita economica. Secondo i complessi modelli statistici, l’ ECI è un predittore più accurato di crescita del PIL pro capite rispetto alle misure tradizionali e può costituire strumento strategico di governo del Paese e di costruzione della competitività. Le reti di industrie, il reciproco utilizzo e lo sviluppo dei propri prodotti, oltre ad aumentare la loro complessità, possono contribuire in modo sostanziale al benessere sociale di un paese. Lo studio dovrebbe sollevare serie preoccupazioni per l’Italia, atteso che anche la Repubblica Ceca, la Slovenia, l’Ungheria e la Repubblica Slovacca sono risultate migliori nella classifica.

Il Parere pro veritate

Parere pro veritate

Lo Studio Legale Annino offre consulenza alle società anche tramite la redazione di pareri pro veritate.
Il parere pro veritate è un parere con il quale il legale, esaminata la questione, indica al cliente gli scenari e le soluzioni giuridiche per la risoluzione della fattispecie, sia in senso favorevole che in senso sfavorevole alla richiesta del cliente. Il parere è pro veritate, infatti, in quanto sia redatto non nell’interesse del cliente, ma nell’interesse della verità. Il parere pro veritate, quindi, è tale solo se non è di parte.
La redazione del parere pro veritate implica la necessità di svolgere approfondimenti giuridici, di dottrina e di giurisprudenza. Ogni questione, fattispecie o controversia deve essere infatti analizzata e risolta seguendo certamente la tesi più favorevole al cliente per raggiungere l’obiettivo prefissato, ma anche tenendo in considerazione la tesi contraria, al fine di conoscere a priori le conseguenze della tesi prescelta. Di conseguenza, il parere pro veritate consente, a monte, una conoscenza approfondita strumentale alle scelte da prendere; altresì, è idoneo a limitare al minimo il rischio di controversie giudiziarie pregiudizievoli agli affari del cliente.

Avv. Gianfranco Annino  -  avv.annino@avvocatoannino.it

2014. Made in Italy verso l’ IRAN

Il 2014 impone nuove sfide. Lo Studio Legale Annino inaugura un progetto ambizioso ed unico che prende le mosse dallo storico accordo Iran-Usa del novembre scorso. Riteniamo che l’Iran a guida di Hassan Rowhani possa liberare le potenzialità del Paese, aprirsi al mondo e farsi apprezzare per tutta la propria ricchezza storica e culturale. Dal 2013, abbiamo iniziato a “costruire” rapporti di collaborazione e fiducia con partners iraniani. Oggi, parte la nuova sfida che ha l’ambizioso traguardo di portare le imprese che fanno onore al Made in Italy in Iran. Cerchiamo imprenditori italiani, onesti e lungimiranti che vogliono inserirsi nel mercato iraniano creando in loco una rappresentanza ufficiale ed una rete commerciale. Offriamo tutto il supporto necessario. Per maggiori informazioni e per unirsi alle delegazioni italiane in partenza per Teheran visita www.exportiran.it.
Avv. Gianfranco Annino

Bilanci di fine anno e sfide 2014.

Intorno al VII° secolo a.C., il Profeta Abacuc (Vecchio Testamento) scriveva: “Perché mi fai tu vedere l’iniquità, e mi fai spettatore della perversità? E perché vi è davanti a me rapina e violenza? E vi è chi muove lite, e contesa? Perciò, la legge è indebolita, e il giudicio non esce giammai fuori; perciocché l’empio intornia il giusto; perciò esce il giudicio tutto storto” (cap. 1, versi 3-4). Potrebbe essere il quadro di una rappresentazione odierna. In sostanza, nulla è cambiato sotto il sole. Ci avviamo verso la fine di questo 2013 ed è tempo di bilanci. L’Italia vive un periodo difficilissimo, con una classe politica incapace di dare risposte; una giustizia ormai latitante; un tessuto economico e sociale fortemente compromesso, con il concreto pericolo di manifestazioni violente favorite da un contesto di diffusa perdita di credibilità dello Stato istituzione. Da queste premesse, un 2014 con enormi sfide, sia sul campo interno che internazionale. Sino ad oggi, il Paese ha vissuto secondo vecchie logiche, vecchi schemi ormai del tutto esauriti. Il futuro inizia adesso ed avrà bisogno di nuovi pensieri, nuove parole e nuove azioni. Lo Studio Legale Annino ringrazia tutti i propri Clienti ai quali deve non solo la propria continuità professionale ma soprattutto l’accresciuta presenza in Italia ed all’estero, con importanti novità che si affacciano all’orizzonte.

A tutti, buone e serene festività e felice 2014. (Lo Studio riapre martedì 7 gennaio 2014).

Avv. Gianfranco Annino

Non a noi, Signore, non a noi; anzi al tuo Nome, dà gloria, per la tua benignità e verità” (Salmo CXV).

Studio Legale Annino da Armani

Elegante incontro all’insegna della moda italiana mercoledì 4 dicembre in Roma presso l’Emporio Armani. In un contesto economico negativo per l’Italia, la moda italiana continua ad imporsi sul mercato interno ed all’estero, con significativa tenuta dei conti nel luxury brand e consentendo interessanti risultati sul versante export. Al contempo, non può che evidenziarsi anche il dato negativo delle imprese italiane di alta moda passate in mani straniere. Lo Studio Legale Annino – da sempre impegnato nel sostenere ed assistere le imprese italiane nel drammatico “scontro” con la burocrazia italiana ed i tentativi illeciti di aggressione al patrimonio sociale – ha avuto il piacere di intervenire all’evento con una propria delegazione composta dagli avvocati Gianfranco Annino, Paola Isabella e Guido Genovese; si ringrazia per il gentile invito la promotrice della serata nonché fashion blogger Alessandra Airò di littlesnobthing.it.

Studio Legale Annino a sostegno della Moda Italiana nel mondo.

Storico accordo Iran – Usa

Storico accordo tra Iran e Stati Uniti. Una prima intesa che distende i rapporti tra i due Paesi e che dovrebbe portare a breve alla fine dell’embargo verso l’Iran, causa di molta sofferenza per il popolo iraniano. L’accordo consentirà all’Iran di esprimere il proprio grande potenziale economico e culturale. L’Iran dovrà aprire le proprie porte all’Occidente, abbandonando il forte senso di antiamericanismo; l’Occidente dovrà aprirsi all’Iran senza pregiudizi e con lealtà; anche Israele dovrà tendere la propria mano e diventare protagonista dell’accordo in chiave di stabilità dei rapporti. Peraltro, lo storico accordo può avere positive ricadute su tutta l’area del Golfo, anche in considerazione della posizione strategica dell’Iran, incastonato tra l’Iraq – dalle sorti ancora controverse e contrastate – l’Afganistan ed il Pakistan. Una nuova storia ancora tutta da scrivere a partire da oggi.