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Chiusura Studio per pausa estiva

Il Paese sta attraversando un periodo di particolare sofferenza economica, aggravata dall’emergenza sanitaria ancora parzialmente in corso. Le misure adottate dal Governo, non solo hanno inciso profondamente sulle libertà costituzionali di ciascuno ma hanno danneggiato in modo grave il tessuto imprenditoriale ed economico del Paese. Milioni di lavoratori in CIG e di famiglie che si sostentano con grandi sacrifici e difficoltà deve essere per tutti un richiamo alle proprie responsabilità ed a svolgere al meglio le proprie competenze. Un plauso merita certamente lo straordinario lavoro e lo sforzo che, tra mille difficoltà, stanno compiendo i commercialisti, chiamati a divincolarsi in un susseguirsi di norme a griviglio alle quali spesso neppure gli uffici della stessa P.A. danno seguito. Resta il fatto che ogni professionista, nel proprio ambito di competenza, deve essere e rimanere un presidio di legalità. A maggior ragione, uno Studio Legale.
A tutte le donne, gli uomini e le famiglie di questo Paese auguriamo il meglio.

Lo STUDIO LEGALE ANNINO comunica a tutti i propri clienti la chiusura per pausa estiva dal giorno 11 al 23 agosto. Per qualsiasi necessità ed urgenza scrivere a:  avv.annino@libero.it

Ripartenza 2020 – Studio Legale Annino

Maggio 2020  I tempi della ripartenza non sono ancora chiari ma certamente ci aspetta una fase complessa di ricostruzione del tessuto economico del Paese. Molte attività, purtroppo, saranno costrette a chiudere e, se da un lato, si apriranno degli spazi di mercato, dall’altro, proseguirà con maggiore gravità l’emergenza lavoro. A soffrire maggiormente saranno le piccole imprese, i commercianti di strada e gli artigiani, prima costretti a chiudere e poi abbandonati senza risposte. Ancora una volta, è stato evidenziato il distacco tra il livello politico/decisionale e la realtà quotidiana di chi lavora giorno per giorno, come stando in trincea: a fare da divisiorio, una burocrazia asfissiante che confonde anche i professionisti che pure, in questo periodo, hanno svolto una funzione pubblica di assistenza ed indirizzo, spesso gratuitamente (penso in particolare proprio agli avvocati, ai commercialisti ed ai consulenti del lavoro). Trascorsa questa fase, occorrerà anche tornare a discutere dei valori costituzionali, delle regole che sono state infrante nel giro di poco e di come favorire in ogni modo possibile la ripresa, insistendo su due punti: semplificazione e trasparenza, ponendo al centro le famiglie, i lavoratori e le imprese.
Lo Studio Legale Annino resta a disposizione per ogni informazione e necessità di assistenza in Italia ed all’estero.
06.91932499 – avv.annino@libero.it

Il processo penale: interpretazione, prassi e Carta Costituzionale

Una delle costanti del nostro Paese è la richiesta continua, in tutti i settori, di riforme; soprattutto, all’indomani delle elezioni e con l’approssimarsi di un nuovo governo. Il diritto penale ed il processo penale non sfuggono a questa linea di tendenza. Tuttavia, l’esperienza ci insegna che qualsiasi riforma, come uno strumento di lavoro, può essere usato bene o male. Anche una buona legge può essere interpretata male e viceversa. Il punto dolente è l’interpretazione e le prassi che si creano nel tempo che molto spesso finisco per tradire il fine e lo spirito stesso della legge o della singola norma. Ancora oggi, persiste una forte resistenza ad una sistematica interpretazione in chiave costituzionale. Una Carta che contiene principi di straordinario valore, pienamente attuale, e che pure resta un corpo di norme astratto e lontano dalla pratica giuridica quotidiana. Ormai sono trascorsi 70 anni dalla Carta Costituzionale eppure sembra ancora relegata in quel valore programmatico che le era stato attribuito negli anni ’70. Molto spesso il problema non sta nelle norme ma nel modo in cui il giurista le maneggia. Quando si esce dal recinto delle norme costituzionali, lo stato di diritto vacilla nelle premesse e tutti finiscono con l’essere esposti all’ingiustizia più profonda, quella che calpesta il rispetto e la dignità della Vita umana in tutte le sue implicazioni.

Avv. Gianfranco Annino

Roma – Milano – Cagliari – Aprilia/Latina

Per informazioni e consulenza: Tel. 06.91932499 – 06.39731842 – avv.annino@libero.it

Consulenza legale Grecia, Malta, Italia. 2017

Ci attendono poco meno di 4 mesi di notevole impegno prima di congedarci da questo 2017. Anche in un contesto economicamente difficile, siamo chiamati ad esprimerci al meglio, affrontando nuove sfide per “colmare” le carenze domestiche. Pertanto, da un lato, proseguiamo i progetti exportiran.it e yachtiran.com già intrapresi dal 2013; dall’altro, lo Studio Legale Annino consolida l’attività di consulenza con la Grecia (sede di riferimento Salonicco) e Malta. Sul versante interno, prosegue l’attività nelle sedi di Roma, Milano e Cagliari. In momenti di profonda crisi, le imprese che negli anni hanno messo le radici, sopravvivono e magari crescono. Le altre, sono destinate a scomparire, salvo eccezioni dovute a molteplici fattori ed asimmetrie del mercato interno. In ogni caso, il processo di internazionalizzazione è imprescindibile; come anche una assistenza qualificata. E non poteva mancare anche l’impegno per il sociale, attraverso il portale cristiano-evangelico “pentecostalinelmondo.it” e del “centroscambimediterranei.eu“. Riprendiamo il cammino di questo 2017. Possa Dio benedire le nostre vite, le nostre famiglie, l’opera delle nostre mani ed il nostro Paese. A tutti: buon lavoro.

Gianfranco Annino – avv.annino@libero.it

Estate 2017

Per ogni cosa c’è un tempo, secondo l’insegnamento dell’Ecclesiaste. Lo Studio Legale Annino chiude per la pausa estiva e riprenderà il 4 settempre prossimo. Per eventuali urgenze e necessità potrete contattarci via mail. Come di consueto, dedichiamo qualche riflessione al panorama domestico ed internazionale. Sul fronte interno, la situazione economica del Paese è sempre in gravissimo affanno e non si scorgono cenni di cambiamento, anche alla luce di una situazione politica debole e sostanzialmente provvisoria, in attesa delle nuove elezioni. Per quanto alla Giustizia, anche qui il quadro è desolante, sia nel civile che nel penale. In un mondo che scorre velocemente, i tempi della giustizia sono biblici, fuori contesto, finendo per arrecare un danno al Paese, soprattuto in relazione ai potenziali investitori stranieri. Anche il Penale è in forte affanno, con le Procure sommerse di fascicoli e con evidenti problemi di controllo del territorio e di ordine pubblico. Interessante incremento delle contestazioni inerenti i reati tributari ed il maggiore ricorso alle misure di prevenzione. Sul versante internazionale, e per quanto di nostro interesse per l’attività svolta, prosegue la “normalizzazione” dei rapporti commerciali con l’Iran (exportiran.it) che conferma forti potenzialità ed interesse anche alla luce di una progressiva stabilità politica ed apertura nelle relazioni diplomatiche. Buoni risultati anche per la cantieristica italiana, da sempre leader mondiale nella produzione “artigianale” di yacht e megayacht, con significativi valori nell’export, nonostante le difficoltà operative locali e le crescenti pressioni di società estere interessate all’acquisizione dei cantieri.

Buone e serene vacanze a tutti.

Avv. Gianfranco Annino

Dicembre 2015. Considerazioni di fine anno.

Ultimi giorni di bilanci, riflessioni e prospettive. Un anno certamente impegnativo e per molti versi difficile. Un tempo in cui l’avvocatura è chiamata ad operare in un contesto fortemente degradato, nel quale i doveri “aggrediscono” il cittadino e le imprese mentre i diritti “fuggono”; e l’ingiustizia ha vita facile. Prosegue l’impegno dello Studio Legale Annino in Sardegna ed il sostegno alle imprese che hanno deciso di operare in Iran. Già dal 2012, rispetto ad un mercato domestico depresso, indicavamo l’Iran come un’ottima alternativa ed opportunità di investimento per le imprese italiane, creando il portale exportiran.it. Da qualche mese abbiamo cominciato a raccogliere i frutti di questa visione ed il 2016 (febbraio/marzo) dovrebbe vedere la fine di tutte le sanzioni verso l’Iran e l’ingresso del suo sistema bancario nel circuito Swift. Poste le premesse, il 2016 sarà l’anno per concretizzare, sviluppare e sostenere i progetti e le iniziative già intraprese. La crisi economica italiana si è manifestata in particolar modo sulla questione dei pagamenti, tanto da parte dei privati quanto della pubblica amministrazione. Per le aziende italiane e straniere questo è un dato strutturale da tenere presente, imponendo la necessità di selezionare i partners commerciali su basi di reputazione ed affidabilità. Sempre meglio una attenta valutazione a monte, piuttosto che un contenzioso a valle dagli esiti, oggi, molto incerti. Per ogni richiesta di consulenza, lo Studio opera un primo contatto informativo attraverso il proprio form e fornendo indicazioni – per quanto possibile, esaustive – di tempo, modalità e costi, nell’ottica di una piena trasparenza. Tendenzialmente, abbiamo operato una smaterializzazione dei classici rapporti, che oggi possono passare attraverso mail, skype, bonifico, ecc., valorizzando la componente oggettivo/documentale della controversia, rispetto a quella soggettiva; fatta salva la specificità di ogni richiesta di consulenza. Un sentito ringraziamento a tutti i clienti – persone fisiche e società – che nel corso di quest’anno hanno confidato nella nostra attività professionale. A tutti, proprio tutti, i migliori auguri per delle serene e felici festività. Riprendendo una espressione del Vecchio Testamento, possiamo dire: Eben-ezer, “il Signore ci ha soccorsi fino a questo luogo” (1 Samuele 7:12). Possa Dio guidarci ancora nei giorni a venire; possa Dio benedire le nostre vite, quelle dei nostri cari ed il nostro Paese.
Lo Studio Legale Annino chiude per la pausa di fine anno. Riprenderemo lunedì 11 gennaio 2016.

Avv. Gianfranco ANNINO  -  avv.annino@avvocatoannino.it

Addio 2014. Pausa di fine anno.

Un altro anno ci lascia e lascia il segno. Molti sono i contrasti a livello internazionale e molte le questioni irrisolte che rischiano di peggiorare nel corso del 2015. Dalla questione siriana, tutt’altro che risolta, ai focolai mai spenti dell’Iraq, dell’Afghanistan, del Pakistan; l’annosa questione israelo-palestinese, i rapporti di tensione Usa-Russia, la questione ucraina, i tanti focolai di guerriglia locale e violenza in molti paese africani; la questione ebola, tutt’altro che sotto controllo; ancora, la crisi economica internazionale, la grave situazione della Grecia, le difficoltà e l’incapacità dell’Europa di reagire a sentimenti anti-UE che stanno crescendo e mettendo radici, a volte, con manifestazioni violente. In questo contesto, la situazione domestica; un’Italia alle prese con una radicale crisi di identità, con una classe politica sempre “sballottata” da procedimenti giudiziari, sempre debole, poco credibile e poco incisiva. Un’Italia in piena recessione economica, attraversata da forti tensioni sociali, prevalentemente rivenienti dal mondo del lavoro. Un’Italia attraversata da corruzione e malaffare, incapace di smarcarsi da queste dinamiche perverse che anzi si sono radicate negli ultimi cinquant’anni; con un processo penale pieno di incertezze e disfunzioni, incapace di dare adeguate risposte in termini di certezza del diritto e della pena.          Il 2014 ha segnato per l’Italia l’accentuarsi della crisi economica che passa attraverso l’indebolirsi delle imprese ed il loro maggiore indebitamento che ha finito per condurne molte alla liquidazione o al fallimento. Tuttavia, nei momenti di maggiore crisi si manifestano anche i più importanti cambiamenti e le più interessanti opportunità di investimento. Lo Studio Legale Annino, ad esempio, ha da tempo segnalato le opportunità di investimento in Iran, orientando e sostenendo le aziende interessate (www.exportiran.it).
E’ stato un anno faticoso ma proseguiamo secondo l’idea delle nostre origini: uno studio legale è e deve essere innanzitutto un presidio di legalità, un centro di consulenza qualificata capace di capire e di dare le risposte giuste nell’interesse migliore del cliente. Ci siamo riusciti? facciamo del nostro meglio.
Un ringraziamento speciale per quanti – persone fisiche e società – hanno creduto in noi affidandoci una parte importante della propria vita o dei propri affari.
Adesso, è arrivato il tempo di una pausa, per poi riprendere con nuovo vigore nel 2015. A tutti, proprio tutti, i migliori auguri per delle serene e felici festività. Possa Dio guidarci in ogni passo, presente e futuro; possa Dio benedire le nostre vite, quelle dei nostri cari ed il nostro Paese.
Lo Studio Legale Annino chiude per la pausa di fine anno. Riprenderemo lunedì 12 gennaio 2015.

Avv. Gianfranco ANNINO  -  avv.annino@avvocatoannino.it

Conflittualità, ingiustizia e diritti umani. Riflessioni estive maturate tra i corridoi delle aule.

Nel Vecchio Testamento, nel Libro dei Giudici leggiamo: “In quel tempo non v’era alcun re in Israele; ciascuno faceva ciò che gli pareva meglio” (cap. 21, verso 25). Il testo biblico descrive la condizione del popolo che non praticava la giustizia ma agiva in base al tornaconto personale, egoistico. Niente di nuovo sotto il sole, nulla è cambiato. Non si vuole essere giudicati o corretti da nessuno, non si riconosce una verità assoluta che abbia autorità sulla coscienza e diriga la condotta. Si pretende di essere liberi da tutto, persino dai valori morali più nitidi. L’Italia sta vivendo certamente un momento drammatico sotto tanti punti di vista, con livelli di conflittualità interna molto alta. Per quello che può essere la riflessione di questo momento, ci interessa il settore giustizia e la sua attuale estrema debolezza; con punte che evidenziano anche problemi di tenuta dei diritti umani e con l’incapacità sistematica di gestire queste dinamiche; l’incapacità di dare risposte di giustizia. Si pensi alla gestione della immigrazione, alla condizione dei detenuti, ai costi ed alle lungaggini dei processi, alle inefficienze ed ingiustizie quotidiane del processo penale, all’esercizio del potere, anche giudiziario (meglio, ordine), con forti dosi di arbitrio fuori da ogni legalità (si vedano i casi del G8 di Genova e Shalabayeva, dove di recente la Cassazione ha statuito la illegittimità dell’espulsione e la irritualità delle modalità operative). Con un processo penale che più volte ho definito più pericoloso per il cittadino onesto che per il delinquente incallito o dal colletto bianco. E ancora fonte di disparità di trattamento tra chi ha abbondanti risorse economiche per assoldare il principe del foro e chi invece deve accontentarsi del difensore d’ufficio o del gratuito patrocinio. Un processo penale che ancora gira come la grande giostra del dolore e che nell’esecuzione della pena non è in grado di rieducare nessuno, anzi… Questi sono i temi sui quali bisognerebbe confrontarsi e, soprattutto, sui quali operare in concreto. Temi non da poco e che spesso fanno la differenza tra la vita e la morte, tra la vita dignitosa e la sofferenza, tra la giustizia e l’ingiustizia delle vittime o dei loro familiari.

La grande giostra del dolore. Diritto e processo penale.

La giustizia nel nostro Paese è ormai in coma profondo. Il diritto penale, che nella sua ragione di esistenza doveva essere l’estremo intervento sanzionatorio, è stato talmente “stirato” da tutte le parti, come fosse la soluzione di tutti i mali del mondo, da essere sminuito nella sua efficacia deterrente. Il proliferare a dismisura delle fattispecie penali ha finito per generare una valanga di processi la cui gestione richiede oggi tempi biblici che spesso conduco alla prescrizione. In generale, con una perdita di efficienza da parte dei pubblici ministeri (PM) che faticano a sostenere un carico sproporzionato alle possibilità dell’ufficio. L’onere di provare la colpevolezza spetta al PM; ma nella prassi è oggi un onere attenuato ricevendo sempre un contributo di favore da parte del giudice; per non parlare dei processi per violenza sessuale (soprattutto se sono coinvolti minori) dove si assiste ad una sostanziale inversione dell’onere della prova e l’imputato deve provare “al di là di ogni ragionevole dubbio” la propria innocenza. Da un lato, i problemi del diritto penale; dall’altro, quelli della procedura penale. L’apostolo Paolo recita che “la lettera uccide, ma lo spirito vivifica” (Seconda Epistola di Paolo ai Corinti, cap. 3, verso 6). Forse sarebbe ora di prendere atto che la funzione filtro del Giudice dell’Udienza Preliminare è morta essendo passata l’idea che una volta portata all’attenzione del GUP una ipotesi di reato, inevitabilmente sussiste del materiale meritevole di approfondimento in sede dibattimentale. Con un decreto di rinvio a giudizio che ha un favore deflattivo per il GUP che non è chiamato a motivare, rispetto ad una sentenza di non luogo a procedere che richiede tempi di stesura e verifica delle carte. In tema di parità tra accusa e difesa, l’uso smodato del 507 c.p.p. richiamato dal giudice per supplire le carenze del PM o provvedere in caso di tardivo o mancato deposito della lista testi. Con un utilizzo del 507 che si atteggia in modo opposto a seconda che ad invocarlo sia il PM o la difesa. Ancora, il problema delle indagini difensive, che nonostante qualche sostegno della Cassazione, circa la “pari dignità” degli elementi raccolti dall’accusa e dalla difesa, nella pratica dibattimentale continuano ad essere guardate con sufficienza e sospetto. Sino ad arrivare alla disinvoltura con la quale sempre più spesso, i testi della difesi vengono messi “fuori campo” con l’invio degli atti delle trascrizioni alla Procura per la valutazione, ritenendo le dichiarazioni rese in contrasto con quanto affermato dai testi del PM, quasi assistiti da una pubblica fede. Al di là della lettera e per recuperare lo spirito, il diritto penale dovrebbe conoscere una nuova contenuta formulazione, con l’espulsione di almeno il 50-60% delle attuali fattispecie penali che dovrebbero trovare tutela mediante altri strumenti ed altri rami del diritto. Nel processo penale andrebbe recuperato lo spirito che in questi anni è andato perso. La formulazione delle norme è un problema ma forse non il principale, assistendo continuamente allo stravolgimento di quanto scritto nelle norme, con il radicarsi di prassi che uccidono lo spirito della norma stessa; consentendo nella vita giudiziaria quotidiana talvolta di applicare la norma ed in altre situazioni, di interpretarla. La differenza può essere la condanna del poveraccio e l’assoluzione del potente di turno. La differenza può essere un’attesa di giudizio in custodia cautelare in carcere ed un’attesa a piede libero, in libertà. La differenza tra la lettera che uccide e lo spirito che vivifica.

Omicidio colposo per morte del paziente.

Le ipotesi di reato rivenienti dalla morte del paziente o da lesioni sono in continuo aumento. Sempre più spesso, di fronte al decesso avvenuto in ambito ospedaliero, i familiari depositano una denuncia contro ignoti per l’accertamento di “eventuali” responsabilità penali a carico dei sanitari (medici e infermieri). Tale atto comporta una attività della Procura della Repubblica competente che è doverosa e che solitamente parte dal sequestro delle cartelle cliniche, dall’acquisizione dei turni di lavoro interessati e da una serie di avvisi di garanzia uniti all’avviso di accertamento tecnico non ripetibile che consiste nell’esame autoptico della salma. Tanto, al fine di accertare le cause della morte, le eventuali responsabilità (c.d. colpa medica) e/o l’inosservanza di protocolli operativi diagnostici e terapeutici. La tendenza degli uffici di procura è quella di inviare comunicazioni giudiziarie collettive a tutti i medici e gli infermieri in servizio nei turni interessati che determinano conseguenze negative sia sul personale che sull’opinione pubblica nel momento della diffusione della notizia e del nome dell’ospedale che, a prescindere dalla propria professionalità, subisce un discredito. Soprattutto considerando che nella prassi trattasi di procedimenti complessi che durano molti anni e che spesso vedono assolti tutti o parte dei sanitari coinvolti. Problema particolarmente sentito nei reparti più a rischio di chirurgia e soprattutto nelle unità di pronto soccorso che hanno la maggiore esposizione verso traumi o patologie di rilevante gravità. Certamente va tutelato il diritto costituzionale alla tutela della salute ma è altresì fondamentale evitare il discredito della categoria medica cercando, con un pò di attenzione da parte delle Procure, di limitare l’inoltro di avvisi di garanzia di gruppo.