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Ripartenza 2020 – Studio Legale Annino

Maggio 2020  I tempi della ripartenza non sono ancora chiari ma certamente ci aspetta una fase complessa di ricostruzione del tessuto economico del Paese. Molte attività, purtroppo, saranno costrette a chiudere e, se da un lato, si apriranno degli spazi di mercato, dall’altro, proseguirà con maggiore gravità l’emergenza lavoro. A soffrire maggiormente saranno le piccole imprese, i commercianti di strada e gli artigiani, prima costretti a chiudere e poi abbandonati senza risposte. Ancora una volta, è stato evidenziato il distacco tra il livello politico/decisionale e la realtà quotidiana di chi lavora giorno per giorno, come stando in trincea: a fare da divisiorio, una burocrazia asfissiante che confonde anche i professionisti che pure, in questo periodo, hanno svolto una funzione pubblica di assistenza ed indirizzo, spesso gratuitamente (penso in particolare proprio agli avvocati, ai commercialisti ed ai consulenti del lavoro). Trascorsa questa fase, occorrerà anche tornare a discutere dei valori costituzionali, delle regole che sono state infrante nel giro di poco e di come favorire in ogni modo possibile la ripresa, insistendo su due punti: semplificazione e trasparenza, ponendo al centro le famiglie, i lavoratori e le imprese.
Lo Studio Legale Annino resta a disposizione per ogni informazione e necessità di assistenza in Italia ed all’estero.
06.91932499 – avv.annino@libero.it

Operare in Italia

Fare affari e muoversi nella jungla italiana è obiettivamente difficile. E’ difficile per gli operatori italiani, figuriamoci per un operatore straniero. Vediamo quali sono le criticità del sistema Italia. Qualunque sia il business che si vuole sviluppare in Italia è imprescindibile un team di professionisti italiani, a cominciare da un qualificato studio legale. La prima criticità italiana è l’eccessivo numero di leggi, a volte, in parte in contrasto tra loro, come una matassa aggrovigliata. Bisognerà, quindi, capire innanzitutto, quali leggi si applicheranno alle nostre necessità; senza dimenticare la legislazione europea che anche molti professionisti e giudici italiani conoscono poco.
La seconda criticità è la burocrazia italiana, con la sua lentezza e con la capacità di complicare anche le cose semplici. La terza criticità è la giustizia italiana con gravi inefficienze e tempi lunghi, incapace di dare risposte di giustizia nel breve periodo; si pensi, alle difficoltà per le aziende di recuperare i propri crediti rispetto a debitori in mala fede che speculano su questa realtà. Criticità che impone la necessità di muoversi con estrema prudenza cercando in ogni modo possibile di prevenire qualsiasi controversia che richieda un ricorso ai tribunali (odierno esempio, il caso Ethiad nel tentativo di partnership con Alitalia). Quarta criticità è la criminalità cioè la possibile aggressione al patrimonio sociale che può venire sia dalla criminalità comune o organizzata, soprattutto in alcune regioni dell’Italia, sia da uomini della pubblica amministrazione corrotti che avanzino illecite richieste di denaro o altri benefici.
Certamente, l’Italia è un Paese unico e straordinario sotto tantissimi punti di vista: tuttavia, da “gustare” con le dovute cautele. Uno Studio Legale italiano – con esperienza e conoscenza del sistema Italia – rappresenta il giusto strumento per “essere accompagnati” con una assistenza qualificata verso il successo del proprio progetto economico, evitando insidie con notevoli perdite di denaro e tempo.

Lo Studio Legale Annino chiude per la pausa estiva dall’11 agosto. Riprenderemo lunedì 25 agosto. Buon riposo e buone vacanze a tutti. “Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di Lui” (Epistola di Paolo ai Colossesi, cap. 3, verso17).

 

La vita quotidiana in Palestina

La questione Palestinese riprone oggi con forza la sofferenza di un popolo. Per la forza e la potenza che Israele riveste sul panorama internazionale, tutti gli Stati hanno da sempre mantenuto un profilo basso, pur sussistendo un grave problema di violazione di diritti umani. E’ il conflitto che ancora oggi sussiste tra la teoria dei diritti umani e l’applicazione pratica (a volte carente, altre, assente) delle leggi internazionali; conflitto tra teoria e pratica dei diritti che opera la differenza tra l’affermazione e la negazione della dignità e della vita umana. E’ con piacere che riceviamo e pubblichiamo il testo di una lettera scritta da chi vive, ancora in queste ore, il dramma della Palestina. (Nostra traduzione dall’inglese).

Un mio amico mi ha chiesto di descrivere la mia vita come palestinese che vive nel territorio occupato. Il solo pensiero mi fa venire le lacrime agli occhi. Occupato dal giugno 1967 da Israele, io sono nata sotto l’occupazione e sto ancora vivendo sotto l’occupazione. E’ così difficile credere che nel 21° secolo, l’occupazione esista ancora.
Che cosa significa occupazione? In poche parole, siamo costretti a vivere sotto la legge militare. Le nostre terre, fattorie, alberi di ulivi, ecc, vengono confiscati a volontà dai militari israeliani con il pretesto della “sicurezza dello Stato”. Tutto può diventare contro la legge in un batter d’occhio! Cose di base, come perforazioni per fare pozzi di acqua. La fornitura d’acqua è limitata e non possiamo neanche perforare per l’acqua.
Siamo molestati dai colonizzatori ogni giorno. I colonizzatore israeliani sono venuti per occupare la nostra terra. Loro non ci permettono di raccogliere ciò che abbiamo coltivato nei campi. I nostri alberi di ulivi secolari vengono bruciati o sradicati per mandarci via dalla nostra terra e dal nostro luogo di nascita. Le nostre case vengono date alle fiamme e gli autori dei reati non vengono mai fermati dal governo israeliano; loro dicono sempre che non riescono a trovare i colpevoli. Solo pochi mesi fa, i colonizzatore sono venuti nella nostra città e hanno bruciato 12 auto, tra cui la mia.
Gli uomini e le donne palestinesi vengono imprigionate a tempo indefinito, senza mai avere un processo sotto “le regole di detenzione “, che può essere prolungata più e più volte per anni. Sarà difficile trovare un uomo di età inferiore ai 50 anni che non sia mai stato imprigionato per qualche motivo.
Viaggiamo lunghe distanze per raggiungere il villaggio o le città confinanti perché non viene permesso di attraversare o guidare sulle strade destinati soltanto per “uso degli israeliani”. La discriminazione fa parte della nostra vita quotidiana; come l’umiliazione ai punti di controllo: aspettiamo per ore sotto il sole bollente, mentre i soldati gustano una bevanda rinfrescante e tutto per nessun motivo. Se abbiamo bisogno di viaggiare al di fuori della Palestina per cure mediche, o anche all’interno della Palestina, i permessi vengono negati a noi per “motivi di sicurezza”. Che perfetta copertura! I cittadini ricevono borse di studio per studiare all’estero ma vengono negati i permessi di viaggiare o viene detto che se andiamo, non possiamo tornare. Questo è solo un frammento di ciò che è la realtà in Palestina. Posso raccontare senza sosta, ma chiunque può verificare da solo le condizioni di miseria ed umiliazione in cui vivono costretti i palestinesi.